Una salvezza o una minaccia?
Ecco finalmente online il video della conferenza tenuta lo scorso 20 marzo 2009 presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore “Leonardo da Vinci” di Firenze. Ospite atteso e competente, il prof. Angelo Baracca dell’Università di Firenze, membro del Comitato “Scienziate e scienziati contro la guerra” affiancato dai docenti Girolamo Dell’Olio e Marco Casini in un dibattito che ha descritto, in tono didattico ma non solo, pregi e rischi nell’uso dell’energia nucleare “civile”.
Ringraziamo il Preside dell’istituto, prof. Massimo Batoni, per la disponibilità e l’attiva presenza all’incontro.
N.B. I videoclip, come tutti i filmati presenti nel sito, sono volutamente dimensionati ad una risoluzione e velocità di streaming adatte alla fruizione online con connessione standard ADSL.
Commenti. Dato l’interesse suscitato, ho preparato una pagina particolare in cui via via inserirò i commenti che arriveranno (il sito non dispone ancora di un forum). Inserite pure i vostri contributi come commento all’articolo, in un secondo tempo verranno spostati.
Posted on giovedì, giugno 4 2009
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90630 – NUCLEARE SI- NUCLEARE NO
Ho visionato su Internet la conferenza stampa dei tre Prof. Dell’Olio, Casini, Baracca; sarebbe stata molto più interessante se fosse stata esente da un rimbombo che praticamente impediva la piena comprensione delle parole.
Interessate è stata l’illustrazione delle nuove centrali nucleari, per quanto se ne è capito; ma molto più interessante (e troppo lunga) quella delle negatività del Prof. Baracca; certamente non ha detto, per quanto ho capito, grosse novità sulle negatività del nucleare, ormai nel cervello e sulla bocca di tutti da vent’anni a questa parte.
Comunque quel catastrofismo fu terrificante all’epoca del referendum famoso dopo Cernobyl; oggi, a vent’anni di distanza, fanno un effetto diverso dato che di tutti quei disastri annunciati dobbiamo, purtroppo, fare i conti solo con le conseguenze della combustione:
“Secondo un rapporto della Organizzazione mondiale della sanità
– nel 2020 i cambiamenti climatici provocherebbero non meno di 150 mila decessi l’anno in tutto il mondo;
- dal 1995 al 2004 l’Europa ha subito 30 grosse alluvioni colpendo
2 milioni di persone con mille morti;
- nel 2003 si è avuta la più forte ondata di calore che ha provocato 35 mila morti; da qui al 2020 si prevede un aumento delle morti per onde di calore di oltre il 400%.”
Secondo un rapporto della Commissione Europea risultano ogni anno circa 310.000 morti in Europa a causa dell’inquinamento atmosferico, dei quali 65.000 in Germania, 39.000 in Italia: più del 90% delle morti sono causate dalle polveri sottili emesse dagli impianti combustione, auto, industrie, riscaldamento.
Restando a Firenze: secondo le stime dell’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, risultano ogni anno 350 persone che muoiono per l’effetto dell’inquinamento di cui, 196 per problemi cardiocircolatori 132 per malattie dell’apparato respiratorio.
Nessun accenno ai disastri paventati dal nucleare o dalle sue scorie!
Altro che Cernobyl!
Tutto questo senza tener conto dei disastri ecologici delle petroliere, dei disastri nelle miniere, di fronte alle vittime accertate a Chernobyl:
Durante l’esplosione del nocciolo morirono 2 lavoratori della centrale travolti dai detriti. Altre 134 persone (pompieri ed esercito, circa 1000) che intervennero per spegnere l’incendio furono intossicate dalle radiazioni (non disponevano di protezioni).
Di queste 28 morirono nel 1986 e 19 nei vent’anni successivi.
In totale un rapporto della FAO, poi confermato dal Chernobyl Forum, stima che vi siano state 58 vittime del disastro dal 1986 al 2006.
Il Chernobyl Forum è stato un incontro istituzionale promosso dall’IAEA che ha avuto luogo dal 3 al 5 febbraio 2003, a Vienna. Vi hanno partecipato, oltre all’IAEA, altre organizzazioni dell’ONU (FAO, UN-OCHA, UNDP, UNEP, UNSCEAR, OMS), la Banca Mondiale e le autorità della Russia, della Bielorussia e dell’Ucraina. Un secondo incontro si è tenuto il 10 e 11 marzo 2004 e un terzo dal 18 al 20 aprile 2005.
Lo scopo degli incontri è stato quello di mettere in chiaro in maniera scientifica gli effetti sulla salute e sull’ambiente del disastro di Chernobyl (26-4-1986).
Da allora non si sono avute notizie degne di nota di incidenti in centrali nucleari tali da allarmare l’opinione pubblica (nessun eco dai verdi) per cui oggi le centrali hanno una sicurezza superiori a quelle delle centrali convenzionali.
Dunque il Prof. Baracca consiglia di abbandonare il nucleare perché un qualsiasi piccolo errore può causare danni incalcolabili; la morte paventata di qualche migliaio di persone fa molto più effetto di una morte diluita nel tempo di milioni di persone, cosa già avvenuta di cui solo le statistiche si sono accorte; e non solo le statistiche, ma anche il clima che sta rifiutando ulteriori inquinamenti che produrrebbero danni incalcolabili nell’equilibrio biologico del sistema globale di questa terra ( vedi il rapporto Ipcc).
Che il nucleare sia una energia da trattare con tutti i riguardi non c’è dubbio; è una cosa da valutare sotto ogni aspetto: possibile che solo noi italiani si sia i più furbi del mondo per un simile rifiuto, mentre gli altri popoli siano tanto cretini di accettarlo e di venderci l’energia per far funzionare questo sistema Italia? Con questo abbiamo evitato il pericolo nucleare? Abbiamo dato ai nostri vicini la possibilità di produrre quell’energia a noi necessaria e di cedercela a prezzi da strozzo.
E la sicurezza d’esercizio? Detta energia ci arriva su tre fili di rame esposti a tutte le intemperie o ad eventuali atti terroristici ( ricordate il buio di qualche anno fa?).
E gli Inglesi poi sono tanto cretini da ritrattare le scorie nucleari degli altri paesi solo per far cassa a spese della loro salute pubblica!
A me sembra che ci si qualcosa che non torna.
Il petrolio ed il gas non si possono eliminare; ma la produzione di grandi quantità d’energia elettrica potrebbe provvedere a tutte le esigenze domestiche compreso riscalda- mento e raffrescamento; produrre idrogeno per alimentare i trasporti nelle nostre città e la elettrificazione di tutti i trasporti su rotaia.
Per la navigazione si potrebbe adottare la propulsione nucleare adottata per i sottomarini.
Le scorie, per ora, hanno solo lo scomodo di occupare spazio: in questi 40 anni di nucleare non si sono avuti incidenti degni di nota.
Firenze: 30/06/2009 Dott. Ing. Sergio Mannucci
Rispondo intanto brevemente (e lascio a chi è più esperto di me il compito di commentare a sua volta).
A parte le cifre sul “pro o contro”, penso che occorra anche soffermarsi su altri aspetti:
1) il combustibile nucleare è destinato ad esaurirsi (specie se si moltiplicano le centrali nel mondo) così saremmo daccapo.
2) Le scorie si accumulano, ed è difficoltoso conservarle indefinitamente per migliaia di anni.
3) Le stesse scorie sono estremamente appetibili per l’industria bellica (armi all’uranio impoverito, plutonio a volontà per bombe) anche se – diciamolo – già quanto accumulato finora basterebbe per tutte le guerre future.
4) … Impareremo mai a consumare di meno?
P.S. Grazie per l’intervento, spero che altri ne arrivino da più parti.
Roberto
Qundo nella preistoria una tribù scopprì il fuoco, se ci fossero stati gli analoghi antinuclearisti di oggi, si sarebbero comportati nello stesso modo;” bisogna mettere il fuoco al bando perché può bruciare intere foreste e distruggere la vita su questa terra”.
Data la lunghezza dei contributi (e il layout non adatto per contenerli come tali) ho preparato una pagina web che li ospiterà via via.
Inserite pure il commento poi provvederò a trasferirlo.